I MISTERI DELLA PIRAMIDE

I segreti delle piramidi dell’antichità non hanno mai smesso di suscitare polemiche e discussioni. Qual era la destinazione di questi enormi edifici di pietra? Come sono stati messi insieme e tirati su? Che cos’è vero e che cosa non lo è nella “maledizione dei faraoni”?
A tutte queste domande sono state date spesso risposte diverse, più o meno autentiche. Una cosa è comunque certa: all’interno delle piramidi esistono delle forti energie, la cui natura è ancora sconosciuta alla scienza, che hanno effetti profondi, sia sugli oggetti, sia sugli esseri viventi.
“L’effetto piramide” raggruppa, di fatto, le caratteristiche misteriose che possiedono alcuni corpi geometrici, cioè di conferire allo spazio interiore e alle sue immediate vicinanze, delle proprietà che normalmente non hanno. Simili caratteristiche sono state osservate sia nella piramide, sia in alcune forme presenti in natura, soprattutto nel regno animale: nei gusci delle lumache, nelle semplici conchiglie, etc.., le cui formazioni, realizzate attraverso una selezione naturale avvenuta in milioni di anni, sono considerate dall’attuale scienza come degli adattamenti della specie all’effetto di cui abbiamo parlato. Neanche le piramidi egizie sono state costruite a caso. I documenti dell’antichità ci dicono che sia stato il leggendario architetto Imhotep ad aver progettato le piramidi, orientandole in modo preciso con uno dei lati verso Nord. Inoltre egli ha fatto in modo che il quadrato immaginario, avente come lato l’altezza del monumento, avesse la superficie uguale a quella di ognuno dei triangoli che costituiscono le facciate della piramide.
Venticinque secoli prima della nascita di Gesù Cristo, Kheope, il secondo faraone della IV dinastia egizia, costruiva sulla pianura di Giza la gigantesca piramide che porterà il suo nome.
Dopo quasi cinquemila anni, la Grande Piramide continua a simboleggiare la conoscenza profonda di un popolo governato da sacerdoti iniziati che ha saputo utilizzare l’energia della forma.
Dunque, non c’è niente di stupefacente nel fatto che, in un’epoca in cui gli uomini sono arrivati a dubitare dell’efficienza della propria scienza e a rimettere in discussione la filosofia e la metafisica stessa che struttura l’intero sistema di conoscenza contemporaneo, i nostri scienziati cerchino più che mai di penetrare i segreti ed i misteri di un’antica civiltà che, a causa dell’orgoglio o della trascuratezza, hanno ignorato per così tanto tempo.
Pertanto, alcuni studi realizzati sul volume e sull’orientamento nello spazio della Piramide hanno permesso di constatare che in un determinato punto all’interno della costruzione (che si trova nella famosa “Stanza del Re”, esattamente nel luogo in cui è deposto il sarcofago) si trovano concentrate delle forze sottili specifiche, capaci di produrre alcuni fenomeni che sfidano le leggi comuni della scienza attuale.
Per esempio, si è constatato che piccoli animali sepolti nelle piramidi egizie non sono entrati in putrefazione, ma si sono soltanto disidratati.
Alcuni esperimenti realizzati in Francia hanno dimostrato che prodotti biologici facilmente deperibili, come ad esempio il fegato o il cervello crudo, se posizionati sotto delle piramidi di piccole proporzioni, non si deteriorano ma si seccano semplicemente.
In diversi laboratori sono state utilizzate delle piramidi di piccole dimensioni (con la base di 20-30 cm) nel trattamento della nevralgia, semplicemente posizionando la piramide sopra la testa per 5-10 minuti.
Gli studi citano che certi agricoltori americani costruiscono i loro silos a forma di piramide, perché hanno constatato che in simili piramidi i cereali sono al riparo dagli attacchi dei roditori.
Sono stati eseguiti esperimenti che hanno voluto testare l’influenza dell’ “effetto piramide” nel caso della conservazione degli alimenti, nei processi di fermentazione, durante la germogliazione e lo sviluppo delle piante alimentari, nella conservazione dei cereali e dei semi, nell’allontanamento di insetti dannosi.
Le ricerche hanno mirato, altrettanto, alle modifiche che l’effetto summenzionato può produrre sul gusto degli alimenti.
In America sono state già costruite, su larga scala, abitazioni che rispettano alla perfezione le proporzioni della Piramide di Kheope. I loro abitanti affermano, senza riuscire a dare alcuna spiegazione, di “sentirsi molto bene lì” e di non desiderare di vivere in nessun altro luogo. Altrettanto, sempre negli Stati Uniti, si fabbricano dei letti posizionati su dei supporti piramidali che inducono un sonno profondo su coloro che soffrono di insonnia ribelle.
Durante la seconda guerra mondiale, alcuni uomini, spinti dal desiderio di risparmiare, avevano trovato un metodo particolarmente efficace per affilare le loro lamette – che a quei tempi si trovavano di rado – mettendole sotto una piramide fatta di legno o di gesso. Colui che ha scoperto il fenomeno, un ceco di nome Ian Drbal, è arrivato nel 1959 persino a brevettare questo sistema per affilare le lamette. Dopo essere rimaste per tre giorni all’interno della piramide, senza che nessuno le toccasse, le lamette sembrava che si rigenerassero diventando nuovamente molto affilate.
Vedremo in seguito quanto la gamma delle possibilità di utilizzo della piramide sia illimitata.
Anche voi potete testare queste proprietà particolari della piramide, se conoscete alcuni dettagli che sono comunque molto importanti. Se costruiamo un modello su scala ridotta, mantenendo le proporzioni della Piramide di Kheope, i risultati degli esperimenti ci incanteranno talmente tanto, che sicuramente non potremo dimenticarli.

COME COSTRUIRE UNA PIRAMIDE

In primo luogo dobbiamo scegliere il materiale. Il più adatto per la costruzione della piramide è il cartone rigido, ma possiamo utilizzare anche del compensato, del legno, etc. Alcuni studiosi considerano che le strutture piramidali in metallo non abbiano un effetto così forte. Si è constatato però che si possono ottenere dei risultati notevoli anche se delimitiamo uno spazio della forma della piramide costruendo soltanto gli angoli. Per cominciare, andiamo a studiare attentamente i disegni.
Nella fig. 1 è disegnato un profilo della Piramide di Kheope e sono annotate le sue dimensioni in metri. Conoscendo queste dimensioni, anche noi possiamo costruire una piramide in miniatura, rispettando però rigorosamente le proporzioni.
Nella fig. 2 le dimensioni vengono date in centimetri, poiché il disegno rappresenta un possibile modello accessibile ai nostri mezzi comuni.
La fig. 3 ci dà un’idea più precisa riguardo la realizzazione finale della nostra piramide, le modalità di assemblaggio e la posizione del “tavolo da mummificazione” (luogo che corrisponde alla Stanza del Re della Grande Piramide). Il tavolo verrà posizionato ad un’altezza di 28/100 dell’altezza totale della piramide, così come indica la fig. 2, e sarà facile da spostare e manovrare. Alcuni affermano, in maniera più semplicistica, che il tavolo vada posizionato a 1/3 dalla base e a 2/3 dalla cima. Come principio nella scelta delle dimensioni, possiamo basarci sulla legge che dice che base/altezza = π/2.

APPLICAZIONI PRATICHE

La prima proprietà della nostra costruzione è quella che ci permetterà di essiccare, di conservare o mummificare diversi alimenti: frutta, formaggio, etc. In un intervallo di tempo abbastanza breve, questi prodotti si trasformeranno, senza putrefare, e otterranno una particolare consistenza. Per facilitare tale mummificazione bisogna rispettare l’orientamento Nord-Sud (vedi fig. 3) dell’assemblaggio. Uno dei lati sarà dunque orientato perpendicolarmente verso Nord. Faremo attenzione, altrettanto, che la piramide non sia esposta né ad un sole troppo violento né al freddo. E’ sufficiente il suo posizionamento in una stanza. Infine, è raccomandabile che la piramide non venga posizionata su un frigorifero o nelle vicinanze di un grande apparecchio elettrico. Le sue vibrazioni rischiano di influenzare gli effetti che desideriamo produrre.
In più, essa (la piramide) esercita su alcune materie un vero potere rivitalizzante e, per esempio, può ridonare freschezza ai fiori che appassiscono troppo rapidamente.


MUMMIFICAZIONI, CONSERVAZIONI E RIVITALIZZAZIONI NELLA PIRAMIDE

Se desideriamo che ogni esperimento si svolga nelle migliori condizioni possibili, dobbiamo rispettare un certo numero di regole. Comunque, nessuna di queste indicazioni è assoluta. Dobbiamo anche tenere conto del luogo in cui si svolge l’esperimento, dell’architettura della costruzione e della posizione della stanza in cui esso si realizza.

  • a) Se desideriamo mummificare carne o pesce: è sufficiente rispettare le indicazioni date finora, orientando il rispettivo prodotto verso la linea A della fig. 4, ruotata di 13° nei confronti dell’asse Sud-Nord. Il prodotto che s’intende mummificare dovrà essere posizionato su un tavolo di legno o su un foglio di alluminio. La sua dimensione più grande, dunque la lunghezza, sarà orientata lungo l’asse A.
  • b) Se desideriamo “conservare” formaggio, frutta o qualunque altra cosa: la linea direttrice sarà l’asse B della fig. 4, che forma un angolo di 30° nei confronti dell’asse Est- Ovest.
  • c) Se desideriamo rivitalizzare un fiore o persino un animale: rispettiamo la linea C della fig. 4, che disegna un angolo di 26° nei confronti dell’asse Ovest-Est.

Dopo aver terminato la costruzione della piramide e tracciato sulla sua base i tre orientamenti ed il punto di riferimento Nord, non ci rimane che testarne l’efficienza.

ESPERIENZE VISSUTE ALL’INTERNO DELLA PIRAMIDE

Per constatare quali modifiche appaiono durante le meditazioni e le pratiche Yoga, alcuni yogi hanno realizzato dei “test” su se stessi all’interno delle piramidi. In seguito vi offriamo una sintesi di queste esperienze.

  1. Nella piramide esiste veramente un campo di energia vitale (PRANA) molto più intenso rispetto al solito.
  2. La natura di questo campo è profondamente rigenerante per il corpo fisico e bioenergetico di qualunque essere umano. Non possiamo dire però che esso abbia in sé una componente psichica, mentale o spirituale. E’ vero, all’interno di questa struttura piramidale possiamo amplificare facilmente le disponibilità di cui siamo già dotati, ma ciò non significa che dentro una piramide sentiamo necessariamente la sacralità che c’è dentro una chiesa né diventiamo necessariamente più intelligenti. La purezza delle energie vitali presenti all’interno della piramide conferiscono però all’uomo la disponibilità di modificare molto più facilmente, in bene, i suoi stati psichici e mentali, attraverso l’azione cosciente e volitiva. Dentro una piramide è dunque molto più facile per noi concentrarci, evocare uno stato d’animo innalzante.
  3. Il campo energetico presente all’interno di una piramide può essere trasformato molto facilmente dai pensieri e dai sentimenti di coloro che vi sono dentro. Il detto “L’uomo santifica il posto”, qui è più valido che da qualunque altra parte.
  4. All’interno della piramide l’energia si struttura a strisce, come in uno spettro di diversi colori che tende a concentrarsi nella zona corrispondente alla Stanza del Re, zona che è come un cuore di luce di questa struttura.
  5. Sembra che le proporzioni della Piramide di Kheope siano ideali, perché conferiscono alla struttura la possibilità di accumulare in modo armonioso ed equilibrato sia energie telluriche sia energie cosmiche. Una piramide troppo appuntita non lascia manifestare sufficientemente le energie telluriche. Una piramide troppo schiacciata non permette l’accumulo armonioso delle energie cosmiche.

EFFETTI

  1. L’energizzazione fa sì che dopo 2-3 giorni scompaia praticamente il bisogno di sonno e di cibo.
  2. Sovviene uno stato di calma e di tranquillità mentale.
  3. Si amplificano considerevolmente le capacità telepatiche. Siamo molto più propensi a sentire empaticamente altri esseri, oltre che ad emettere pensieri di pace e di amore verso gli altri. Dunque, la piramide è un autentico focolaio di trasmissione dei campi sottili dinamizzati al suo interno.
  4. L’efficienza nella realizzazione di qualunque azione cresce moltissimo.
  5. Il nostro campo bio-energetico aumenta notevolmente, acquisendo così capacità magnetiche curative.
  6. Possiamo ottenere questi effetti anche se non ci troviamo all’interno di una piramide, immaginando e visualizzando intorno a noi uno spettro di luce della forma di una piramide.

LE INIZIAZIONI DELLA PIRAMIDE DI KHEOPE.

IL VERDE NEGATIVO

Che ruolo avevano le piramidi? Sono state formulate diverse ipotesi. Una delle più credibili ed inedite è quella del fisico Christopher Hills, che ha studiato per decenni “l’effetto piramide”. In seguito sintetizzeremo alcune delle sue conclusioni.
Nella civiltà egizia, la conoscenza suprema delle forze della natura era considerata come il più alto stato di coscienza. Nei dipinti che rappresentano faraoni o sacerdoti, i soggetti utilizzano diversi “utensili” e strumenti spirituali. Questi strumenti generavano una dinamizzazione degli aspetti psichici e mentali, favorendo il contatto spirituale, telepatico con le divinità. Per loro gli dèi non erano altro che personificazioni delle energie naturali, sottili, e permettevano l’ottenimento del controllo sulla “forza della vita” sul pianeta Terra.
Gli iniziati utilizzavano diversi oggetti simili a quelli della radioestesia, e studiavano profondamente alcune forme geometriche presenti sulla Terra, come ad esempio la piramide o la sfera. Studiando il modo in cui è stata costruita la Stanza del Re nella Piramide di Kheope, si deduce che avessero scoperto che tutte le forme sferiche, le semisfere e le piramidi, emettevano una forza sconosciuta nuova, che avrebbe permesso di avere il controllo su tutte le energie della vita. Questa forza è stata studiata anche ai nostri giorni da una squadra di ricercatori francesi, che hanno utilizzato strumenti simili a quelli dei sacerdoti egizi e denominato questa energia cosmica discendente “il verde negativo”.
La Stanza del Re è posizionata in modo leggermente obliquo rispetto alla linea verticale che passa attraverso la punta della piramide. Che cosa rappresenta questa inclinazione? Dal punto di vista della radioestesia essa corrisponde ad una disintegrazione totale – dunque, ad una trascendenza. Proiettando su un piano i colori dello spettro che sono stati raffigurati su una semisfera, si osserverà una deviazione dei colori, ognuno dei quali in una misura più grande o più piccola. L’angolo sotto il quale è deviato il verde – che, essendo il quarto colore fondamentale, si trova in cima alla semisfera – è di 6 gradi e 15 minuti, esattamente l’angolo di deviazione della Stanza del Re nei confronti dell’asse verticale. Quest’onda di energia deviata è denominata “il raggio del verde negativo”. Le misure radioestesiche hanno indicato che quest’onda del “verde negativo” – il riflesso del raggio verde – si ritrova non solo in una semisfera, ma anche in una piramide, ed ha delle applicazioni pratiche particolari.
La prima applicazione pratica alla quale hanno pensato i sacerdoti egizi, è stata la realizzazione di un legame tra l’anima dell’iniziato defunto ed il mondo dei vivi, attraverso il suo corpo. Essi sapevano che il corpo è passeggero e che, prima o poi, inevitabilmente si disintegrerà. Hanno scoperto però che questa forza sconosciuta della vita e della morte, che si manifesta molto intensamente nella piramide, favorisce il processo di mummificazione. L’energia del “verde negativo” determina un arresto della vita della cellula, attivando ciò che si chiama processo di mummificazione. Se il cadavere viene inzuppato in resine e poi fasciato per fermare l’evaporazione dell’acqua, allora la disidratazione è arrestata, mentre le energie della piramide non permettono più il degrado di natura batterica.
In Egitto esistono oltre 400 piramidi, tutte contenenti tombe di faraoni. Conformemente alla filosofia egizia, l’anima non solo si reincarna dopo un periodo più o meno lungo di tempo, ma mantiene addirittura il contatto con le energie della creazione e con il mondo terreno, fino alla prossima reincarnazione. L’imbalsamazione e l’introduzione del corpo nella piramide e nel sarcofago, che agiva anch’esso come un autentico condensatore bioenergetico, avevano il compito di rafforzare il legame tra l’anima del defunto e il suo corpo. Trattenendo più vicino al piano fisico simili anime elevate di faraoni e sacerdoti (è noto che solo gli iniziati venivano imbalsamati), gli egizi hanno cercato di conservare una civiltà spirituale nei posti in cui vivevano per più tempo possibile. Così, queste anime potevano ispirarli molto più facilmente. Tra l’altro, dobbiamo riconoscere che fra le civiltà da noi conosciute, quella egizia è durata più delle altre. Sarà stato forse lo stesso il motivo per cui i russi hanno voluto che Lenin – lo spirito più forte dell’ideologia comunista – fosse imbalsamato?
La piramide era una rappresentazione della forma primordiale della vita, che è apparsa dall’acqua nel momento della creazione, ed è da qui che proviene anche il significato dei geroglifici PR – MS, che sarebbe “andare verso la rinascita”. Tutte queste piramidi, come anche quelle del Sud America, sono costruite con la destinazione principale di fungere da camere mortuarie, ad eccezione della Piramide di Kheope, a Giza. Sembra che le cerimonie rituali realizzate in questa piramide, rappresentassero l’iniziazione ultima nei misteri dei sacerdoti egizi. Questo era il momento in cui il neofita diventava un adepto; egli veniva messo nel sarcofago della Stanza del Re, luogo in cui veniva sottoposto alla radiazione del raggio “verde negativo”, che conferiva lo stato di trascendenza. Dopo molti anni di prove e verifiche spirituali, il raggio della vita e della morte veniva utilizzato per testare il distacco degli iniziati dalle vibrazioni mondane. Queste energie non possono essere sopportate per moltissimo tempo. La durata del periodo nel quale un iniziato riusciva stare nella Stanza del Re, era un indizio della sua purezza.
Il simbolo religioso di questa cerimonia consisteva nel soppesare il cuore su una bilancia che sull’altro piatto aveva una piuma. La piuma era il simbolo di “Maat”, colui che rappresenta “la Verità Universale” o “l’Ordine Cosmico”.
In conclusione, le piramidi non erano delle semplici tombe, ma rappresentavano dei luoghi di iniziazione, dei luoghi sacri, nei quali si svolgeva l’intera vita spirituale degli egizi.

Virgil Catalin Calin