DOV’E’ FINITO LO YOGA

Sri AurobindoAi nostri giorni i futuri praticanti Yoga vengono attirati da persone senza scrupoli autoproclamatesi  “maestri di Yoga”. Nella nostra società moderna, ai nostri tempi, chi cerca lo Yoga viene attratto non con l’insegnamento autentico di questa disciplina basata sui testi sacri, non con l’insegnamento di Patanjali, di Sankara, di Shivananda, Vivekananda o Babaji, non viene attratto con l’ascesi quasi incredibile di Milarepa, non viene attratto con l’imponente e vasta cultura yogica.

The Love GuruColoro che cercano nello Yoga una via per migliorare se stessi vengono attratti con proposte allettanti e leggere, con sorrisi smaglianti e forzati, quasi da ebeti, vengono attratti con tappetini soffici e colorati, con infusi e tè da gustare a luci soffuse durante le cosiddette lezioni.

Lo Yoga viene illustrato in maniera molto diplomatica, quasi politica, senza mettere mai l’accento sulla necessità di una pratica costante e perseverante da parte del praticante stesso, ma evidenziando solo i benefici che quest’ultimo può ottenere. Al neofita viene fatto credere di non dover fare quasi niente, gli viene fatto credere che tutto accadrà da sé o tramite la “grazia” delle persone che lo accolgono. Basti pensare agli spot pubblicitari di certe “scuole” caratterizzati da slogan spesso sdolcinati del tipo: “Vieni a trovarci, al resto pensiamo noi” oppure “vestiti comodo, lascia le scarpe all’ingresso e una volta dentro pensiamo noi a farti rilassare”. Ecco che lo Yoga è presentato nel modo meno ascetico possibile e si trasforma così da via spirituale e sentiero arduo che consente il miglioramento di se stessi e lo sviluppo della coscienza tramite una pratica sostenuta, in un banale passatempo, in una serata di relax ammorbidita da bastoncini profumati e luci colorate.

Certo bisogna considerare che questo tipo di offerta esiste solo in risposta a una grandissima richiesta simile e, come tutto il resto, neanche lo Yoga sfugge a quelle persone dallo spirito imprenditoriale che, pur di ottenere un guadagno, non esitano a trasformare una scienza millenaria come lo Yoga in una pratica bizzarra e ridicola cucita su misura del cliente. Lo Yoga, ai nostri giorni, non si apprende più con devozione da un Maestro realizzato, ma semplicemente lo si compra alla stregua di un prodotto ed è quindi normale che anche l’acquirente vi si rapporti come farebbe con un qualsiasi altro prodotto, ossia cercando l’offerta più allettante. E’ la conseguenza della pigrizia delle persone che pensano di poter ottenere la massima resa col minimo sforzo, ignorando che nello Yoga, come in qualunque altro sentiero spirituale autentico, i risultati sono sempre direttamente proporzionali alla pratica e che l’intero universo è governato da leggi precise, basate sull’equilibrio.

Provate a dire alle persone che i risultati nello Yoga arrivano soltanto tramite una pratica personale intensa e perseverante, soltanto attraverso un duro lavoro su se stessi, soltanto attraverso la correzione di alcuni atteggiamenti sbagliati, soltanto attraverso lo studio sostenuto dei testi sacri, soltanto attraverso una dieta adeguata, soltanto attraverso una verticalità interiore nel pensare e nell’agire e vedrete come scappano ancor prima di iniziare la pratica. Tendono a scappare perché sono pigre, capricciose e spinte da aspettative spirituali penose.Antigravity "Yoga"

Se però vogliamo parlare dello Yoga vero e proprio, dobbiamo essere sinceri e chiamare le cose con il loro nome. La tradizione yogica dice innanzitutto che lo Yoga è solo per gli eletti, quindi non per tutti. Lo Yoga può essere compreso e valorizzato solo dalle persone che hanno un intelletto raffinato e un cuore puro. Lo Yoga non è per le persone ottuse, per gli arroganti, per le persone orgogliose, vanitose e con un grandissimo ego (non a caso si dice che quando entra lo Yoga, esce l’ego e quando entra l’ego esce lo Yoga).

Assistiamo oggi a quello che può essere definito come processo di devalorizzazione dello Yoga. Attualmente, quando si parla di questa disciplina, generalmente si pensa a due cose: 1) stare seduti a gambe incrociate, chiudere gli occhi e sognare qualche bel paesaggio verde e profumato e 2) essere capaci di mettersi in posizioni molto strane, quasi acrobatiche. Quante persone hanno mai pensato però che lo Yoga significa arrivare a uno stato di perfetto controllo sulle proprie potenzialità, sui propri pensieri, sui propri modi di agire? Quante persone sanno che la vera pratica dello Yoga può e deve avere come obiettivo solo il raggiungimento della perfezione tramite la soppressione delle fluttuazioni mentali e quindi la comunione con l’Assoluto?

In realtà quando ci si avvicina a qualche corso di Yoga, a tutto si pensa tranne che a questo, specie se gli insegnanti stessi neanche ce ne parlano. Si è arrivati a uno stato di degrado culturale e morale talmente profondo da non conoscere il vero senso delle parole e il loro significato. Così, oggigiorno, il termine “Yoga” non designa più un sistema scientifico millenario di evoluzione spirituale, ma tutta una serie di banali e a volte raccapriccianti attività a cui è stato dato il nome Yoga soltanto a fini pubblicitari ed economici. Troviamo così devianti sistemi per far soldi a cui viene associato il nome “Yoga”. Per esempio, nella vasta offerta di aberrazioni troviamo l’“Acro-Yoga”, il “Gym-Yoga”, il “Fit-Yoga”, lo “Yoga in volo” e molti altri.

Ebbene, Lahiri Mahasayalo Yoga ha una sua tradizione che vi invito a studiare attentamente per poi dirmi in quale trattato yogico tradizionale si trova almeno un riferimento alle sopra elencate “forme di Yoga”. So già fin da ora che si leveranno alcune voci a sostegno della possibilità di ideare anche altri metodi Yoga ma questo è falso: quello che c’era da scoprire nello Yoga è già stato scoperto e rivelato. Il sistema Yoga rappresenta un ambito così vasto che non ci basterebbe una sola vita per poterlo studiare tutto: in che modo potremmo ideare ancora qualcosa? Va anche considerato che lo Yoga è un sistema pratico e filosofico preciso, studiato nei minimi particolari e rivelato all’umanità in una forma perfetta che, se modificata a proprio piacimento, si snatura e a queste condizioni può solo fare del male. Le posture Yoga non sono semplici posizioni proposte e praticate arbitrariamente solo per elasticizzate il corpo. Nello Yoga ogni singola postura agisce su molteplici piani, motivo per cui deve essere realizzata esattamente così come ci è stata tramandata dalla tradizione millenaria e solo così agisce simultaneamente su muscoli, ossa, articolazioni, circolazione linfatica, circolazione sanguigna, circolazione energetica, attività ghiandolare, attività organica, attività cellulare, attività mentale, attività psichica e spirituale dell’individuo.

Una postura Yoga correttamente realizzata offre al praticante tutta una gamma di benefici ma se viene alterata o ne viene “ideata” una simile, i risultati saranno diversi, e per diversi non intendo solo differenti ma anche dannosi. Se per esempio prendiamo una postura tradizionale dello Yoga i cui effetti sulla tiroide vengono menzionati nei testi e la modifichiamo, quegli effetti possono tramutarsi esattamente nell’opposto di quanto ci aspettiamo. Ripeto: i saggi dello Yoga hanno studiato questo sistema nei minimi particolari e lo hanno rivelato già perfetto e sempre i saggi ci ammoniscono riguardo a una pratica caotica, priva di una guida competente sottolineando che lo Yoga deve essere praticato sotto l’insegnamento di un Guru, ossia un maestro preparato e realizzato.

In nessun passaggio della letteratura Yoga troviamo riferimenti al fatto di ideare “nuovi sistemi”. Troviamo invece chiaramente definite le linee e i sistemi dello Yoga tradizionale. Si sa con precisione quanti tipi di Yoga esistono e come devono essere praticati. Troviamo altrettanto più volte ribadito il fatto che lo Yoga è stato rivelato all’umanità da Shiva -la Suprema Coscienza Divina- per mezzo dei Saggi chiaroveggenti. Nello Yoga autentico, tutto quanto è chiaro, tutto è spiegato dettagliatamente, niente viene lasciato al caso, non c’è spazio per l’improvvisazione e non esistono approssimazioni, proprio quell’improvvisazione e quelle approssimazioni che abbondano presso i commercianti dello Yoga dove più volte vi sentirete ripetere esortazioni del tipo: “va bene in qualunque modo la facciate, basta che vi sentiate comodi”.

Le richieste della tradizione Yoga sono grandi, reali e ben definite. Se si continua ad addolcire lo Yoga, non si fa altro che distruggerlo. Pensiamo per analogia al latte fresco della mucca che pascola sulle Alpi e al latte pastorizzato, processato, della mucca che vive in gabbia ed è nutrita con ormoni. Se volete assaporare il gusto del vero latte dovete bere quello della mucca che pascola liberamente sulle Alpi, l’altro è solo un surrogato e come tale fa solo del male. Lo stesso vale per lo Yoga tradizionale e i vari “Yoga” di stampo New Age. Se volete fare Yoga e ottenere gli effetti che offre, allora dovete praticare lo Yoga tradizionale, così come è stato rivelato migliaia di anni fa all’umanità.

Per concludere, tengo a sottolineare il fatto che niente di ciò che è veramente bello e buono ci arriva facilmente, gratuitamente e senza fare niente.

Virgil Calin