L’ATTACCAMENTO PSICOLOGICO E FISICO – CONOSCERE CIO’ CHE CI FA SOFFRIRE – parte seconda

imagesEsistono, certamente, diversi tipi di dipendenza psicologica, quelle esposte nella prima parte dell’articolo sono solo le più comuni, e hanno qui il ruolo di esempio per comprenderne meccanismo. Naturalmente, non mi soffermo ad analizzare tutte le forme di attaccamento psicologico con cui si confronta l’essere umano. Quello che ci interessa adesso è comprendere che gli attaccamenti e le dipendenze sono prima di tutto psicologiche. Poi, una volta capito questo e il loro meccanismo di azione, possiamo eventualmente considerarle anche da altri punti di vista.

Per dare una definizione, potremmo dire che gli attaccamenti psicologici sono quei legami passati, creati tramite ripetizione, che determinano il nostro subconscio a ricercare, in maniera a noi invisibile, la nostra stessa infelicità. Nonostante la persona sappia che ciò che fa non è una cosa buona, continua a ripetere in maniera involontaria, meccanica potremmo dire, quell’azione, quella situazione, quella relazione, quel modo di pensare, fortificando così la sua matrice.

La psicologia moderna ci dice che questi attaccamenti hanno la loro origine nell’infanzia, in tutte quelle situazioni in cui da bambini, siamo stati sottoposti a un trattamento che viviamo come respingimento, controllo o azione. Gli attaccamenti, sotto le loro diverse forme, fanno quindi capo a queste tre grandi categorie: respingimento, controllo, azione. Personalmente però, ritengo che la loro sfera di origine e di manifestazione si espanda ben oltre il periodo dell’infanzia. L’adulto, come il bambino, è in grado di dinamizzare costantemente il suo subconscio in determinate direzioni. La differenza sostanziale è che il bambino, per sua natura, è molto più ricettivo rispetto all’adulto.

Per esempio, un comportamento arido, freddo, indifferente od ostile possono influenzare la psiche del bambino o dell’adulto, che diventerà poi una persona piena di mancanze ed emozionalmente instabile. Una relazione familiare o sociale difettosa trasmette e imprime nell’individuo elementi negativi ai quali quest’ultimo si abituerà. Praticamente, gli attaccamenti generano una forma di dipendenza verso qualcosa di negativo ma con un’aria familiare, ed è proprio quest’aria familiare che annulla il senso della ragione. Si tratta di una sorta di lotta interiore tra il desiderio spontaneo di essere felici e l’impulso del subconscio che ci spinge verso l’infelicità. Purtroppo, la maggior parte delle persone, sono così robotizzate, vivono una vita così meccanica che non si rendono conto di essere schiave di alcuni attaccamenti che rendono la loro vita un vero e proprio inferno. Si soffre a causa di un attaccamento nei confronti di qualcosa di negativo quando si prende coscienza di essere “malati” e al contempo si sente di non poterne venire fuori, di essere impotenti nei confronti di quella situazione; si vive l’attaccamento verso qualcosa di negativo quando si attirano persone malate e si fa di tutto per tenerle vicine, quando si realizza interiormente un auto-sabotaggio, quando si ha una voce interiore critica che fa sentire sempre male, quando si hanno tendenze autodistruttive.

aggrapparsi-326x159L’attaccamento può anche essere di natura Karmica, e questo tipo di attaccamento può includere debiti da pagare nei confronti di alcune persone, legami di amore o, a seconda dei casi, di odio, il cui unico scopo è quello di fare l’esperienza dell’altro per poterlo assimilare, lezioni da imparare, che viviamo sotto forma di esperienze che si ripetono fino a quando non abbiamo compreso il loro senso profondo.

Tornando alle dipendenze psicologiche, il meccanismo attraverso cui queste si formano, come ho detto prima, è la dinamizzazione del subconscio attraverso azioni ripetitive. Il subconscio a sua volta spinge l’individuo a realizzare quelle azioni che ha già assimilato. Nella fase dell’inseminazione del subconscio si creano le premesse per le future dipendenze psicologiche generatrici di sofferenza. Questo accade a causa di una scarsa lucidità mentale, della prevalenza del piano emotivo su quello razionale, dell’attitudine nevrotica con cui si proiettano sugli altri delle qualità in realtà inesistenti, non le ha, eppure noi le vediamo in lui/lei, e questo per la semplice ragione che siamo noi ad avere bisogno di qualcosa e scegliamo di credere che quella cosa di cui abbiamo bisogno si trovi in un altro essere, che lo rende speciale, unico.

In questo senso può esserci utile capire che cosa cerchiamo, di che cosa abbiamo bisogno, e comprendere comunque che tutto quello che ci serve esiste dentro di noi. Fondamentalmente, l’essere umano cerca continuamente la felicità, manifestata sul piano umano sotto diverse forme. Le varie situazioni di vita, le esperienze vissute, le persone incontrate non fanno altro che attivare dentro di noi quello che già abbiamo. Ed essenzialmente dentro di noi esiste tutto, dobbiamo solo diventarne coscienti.

Certamente, quando parliamo di attaccamento, dobbiamo essere onesti e attenti e renderci conto che dietro a ogni forma di attaccamento esiste comunque un desiderio nascosto, un desiderio che prende la forma della persona, della situazione o dell’azione ai quali si è attaccati. E’ questo desiderio che ci tira fuori dallo stato di quiete perché ci mette in movimento, ci fa lavorare per ottenere ciò che desideriamo, per ottenere quello che riteniamo di non avere e che ci manca. L’attaccamento, in questo caso, rappresenta il desiderio di trovare una risposta a una domanda dell’anima, un’anima che si sente incompleta. Questa domanda sorge da un falso bisogno di qualcosa, in quanto abbiamo già tutto quello che ci serve dentro di noi, ma di questo siamo coscienti soltanto quando la nostra anima è sana, quando non l’abbiamo mutilata o frammentata a causa della stupidità. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la presa di coscienza della presenza divina dentro di noi, all’interno di essa si trova già tutto.  Un’anima sana genera un vissuto interiore di pienezza.

Virgil Calin

Se ti è piaciuto l’articolo condividilo, a beneficio degli altri.